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Tutti pazzi per i grattacieli: prezzi alle stelle in tutto il mondo

A Hong Kong si pagano 86mila dollare al metro quadro. Il rischio bolla c'è ma le quotazioni sono in continua crescita.
febbredagrattacieloMentre le metropoli di successo nella vecchia Europa si contano sulle dita di una mano, in diverse regioni dell'Asia e in qualche città degli stati uniti il Real Estate scoppia di salute e la corsa al mattone non conosce ostacoli. Soprattutto per quanto riguarda i grattacieli, il vero benchmark del mercato immobiliare.

Su scala globale il caso più eclatante è senza dubbio quello Hong Kong dove le compravendite di immobili fanno registrare prezzi così alti da renderli inaccessibili alla classe media, creando così non pochi problemi alle autorità e alle aziende di dimensioni più piccole, i cui dipendenti non riescono a permettersi un alloggio. Uno studio della società di consulenza immobiliare Knight Frank, limitato proprio ai soli grattacieli, ha delineato uno scenario molto chiaro: un piede quadro a Hong Kong, superficie che equivale a 0,092 metriquadri, costa 8000 dollari, ovvero la bellezza di 86mila dollari al metro quadro (74mila euro). Il resto del mondo segue a debita distanza. I grattacieli di Tokyo occupano la seconda posizione con quotazioni di poco inferiori ai 5000 dollari, quindi circa il 40% in meno, mentre New York non arriva neanche ai 4000 dollari. Questi differenze riportano alla memoria le valutazioni del real estate giapponese negli anni 80, quando gli immobili della sola Tokyo valevano come tutti quelli della California. Il rischio bolla a Hong Kong c’è ed è molto alto, ma ad oggi la dinamica dei prezzi sta dando torto ai pessimisti.

La prima città europea a classificarsi è Londra, che si piazza al quinto posto (dietro a San Francisco) con una valutazione al piede quadro di poco più di 2000 dollari; in decima posizione c’è poi Francoforte, dove per comprare un appartamento o un ufficio in un grattacielo bisogna mettere sul piatto circa la metà dei soldi della capitale inglese.

Dalla sesta alla nona posizione si trovano Sydney, Singapore, Boston e Taipei. Ben quattro fra le città più care si trovano dunque in Asia e hanno quotazioni molto più alte delle tre metropoli statunitensi in classifica. L’Asia è comunque protagonista sia in bene che in male, fanno notare gli esperti di Knight Frank: «I valori dei grattacieli in Asia fanno registrare una significativa divergenza — Nicholas Holt, responsabile della ricerca nell’area Asia-Pacifica di Knight Frank — Hong Kong è al top, mentre Mumbai è in fondo al ranking mondiale. Nella prima l’effetto combinato di una forte domanda e della mancanza di nuove costruzioni sta facendo lievitare i prezzi, mentre in India lo sviluppo degli uffici è stato più orizzontale che verticale». Una conferma della brillantezza del mercato di Hong Kong è di recente arrivato dalla vendita per 40,2 miliardi di dollari (51,5 miliardi di dollari statunitensi) del quinto più alto grattacielo della città; a vendere è stato il tycoon Li Ka-Shing, mentre a comprare è stato C.H.M.T. Peaceful Development Asia Property Limited, un veicolo di investimento registrato nelle Isole Vergini britanniche e creato appositamente per procedere a questa acquisizione dal China Energy Reserve and Chemicals Group.

Secondo Knight Frank, però, nei prossimi anni non saranno però più le più grandi piazze finanziarie — Hong Kong, Tokyo, New York e Londra — a far registrare i tassi di crescita più alti: «I prezzi dei grattacieli di città come Sydney, Melbourne e Taipei sono destinati a salire rapidamente nei prossimi due anni con gli investitori in cerca di asset al di fuori dei centri finanziari ». Anche in questo caso l’Europa è fuori dal radar degli investitori ma c’è un tema di grande attualità che vede il Vecchio Continente alla ribalta e che potrebbe far salire le valutazioni, quello dell’ecosostenibilità. I nuovi grattacieli costruiti nei Paesi europei vantano altissimi standard per quel che riguarda l’impatto ambientale. Secondo l’ultimo report del Council on Tall Buildings and Urban Habitat entro il 2019 dovrebbe concludersi la costruzione di ben 21 grattacieli in legno con un’altezza superiore ai 50 metri. Una nuova frontiera dell’edilizia sostenibile che secondo la ricerca è oggi in grado di garantire una resa analoga, in termini di robustezza, a quella degli edifici realizzati in calcestruzzo e acciaio. Il progetto più ambizioso è il Baobab di Parigi, la cui prima pietra deve però ancora esser posata, che punta a conquistare il primato mondiale in altezza (120 metri) per una costruzione in legno. Il grattacielo francese strapperà il record ad uno di Vienna, che è già in costruzione e avrà due torri di 84 metri. Attualmente il primato spetta però a The Treet ( l’albero, in norvegese) completato nel 2015 a Bergen in Norvegia, che vanta 14 piani per complessivi 50 metri.

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Articolo visto su: Repubblica.it
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