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Edilizia libera: in vigore il Glossario delle opere senza autorizzazione

E' entrato in vigore il DM 2 marzo 2018 contenente l'elenco di tutti gli interventi che possono essere realizzati senza alcun titolo abitativo.

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Addio burocrazia. E’ ufficialmente entrato in vigore il DM 2 marzo 2018 contenente il Glossario dell’edilizia libera. Il documento riporta l'elenco di tutte le opere che possono essere realizzate senza alcun titolo abitativo.

Dalle panchine alle ringhiere, dal barbecue alle pergotende, dall'aree giochi per i figli ai ricoveri per gli animali domestici, sono 58 in totale gli interventi che da oggi si potranno eseguire senza la presentazione presso gli uffici comunali di comunicazioni o di richieste per ottenere le dovute autorizzazioni.

In realtà poco cambia rispetto al passato. Per intenderci, continuerà ad essere sempre necessaria l'autorizzazione per la realizzazione di tutti quegli interventi che si trovavano (e continueranno quindi a trovarsi) sotto un regime giuridico differente da quello che viene definito "edilizia libera". Il Glossario si "limita" infatti ad esplicitare in modo chiaro e inequivocabile le opere che già si trovano sotto il regime dell’edilizia libera ma, non essendo state definite in modo esplicito, potevano far sorgere alcuni dubbi interpretativi.

Il riferimento normativo che stabilisce il regime giuridico a cui un’opera edilizia è sottoposta rimane dunque il Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001) e le sue successive modificazioni: il DL Sblocca Italia (che ha inserito i lavori di ‘frazionamento e accorpamento’ nel regime giuridico della manutenzione straordinaria eseguibile con la CILA anziché con la SCIA) e il Dlgs 222/2016 che ha ridotto a 5 le procedure edilizie (edilizia libera, permesso di costruire, Scia, Cila e Scia alternativa al permesso di costruire). E’ stato proprio il Dlgs 222/2016 a definire le categorie d’intervento (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ecc.) e il relativo regime giuridico, mancando però di esplicitare i singoli interventi facenti parte della categoria. Il Glossario unico, quindi, fa proprio questo: dà un nome agli interventi che fanno parte delle categorie individuate dal Decreto Scia 2 e riporta il relativo titolo abilitativo.
Andiamo a vederle nel dettaglio,

Tende, pergole e gazebo: ecco quando rientrano nell'edilizia libera - Il Glossario specifica che non è necessario alcun titolo edilizio per l’installazione, la riparazione, la sostituzione o il rinnovamento di tende da sole, tende a pergola, pergotende e copertura leggera di arredo. Andando così ad ufficializzare l’orientamento della giurisprudenza che si era già espressa in materia, che sosteneva la totale assenza di rilevanza edilizia per la realizzazione di questo genere di opere, tale per cui non si rendeva necessario richiederne il permesso.

All'interno dell'elenco viene anche incluso l’installazione, la riparazione, la sostituzione e il rinnovamento di gazebo e pergolati tra le opere di edilizia libera, purché però siano di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo. Cosa esattamente significhi "di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo" pare però non sia dato saperlo, dal momento che la norma non lo specifica, prestando così il fianco a futuri dubbi interpretativi.

Ascensori, montacarichi e servoscala: quando installarli senza autorizzazioni - Secondo il DM 2 marzo 2018, non richiedono alcuna autorizzazione gli interventi volti all’installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e messa a norma di montacarichi, servoscala e assimilabili, rampe e ascensori interni. In questo ultimo caso, però, il Glossario specifica che gli interventi (anche solo di messa a norma), per essere considerati liberi, non devono incidere sulla struttura portante. Qualora dovessero incidere sulla struttura portante, secondo quanto previsto dal punto 4. della Tabella A – Sezione II del Dlgs 222/2016, richiedono invece la SCIA. Così come è lecito ipotizzare, in attesa del relativo Glossario e in ottemperenza del Dlgs 222/2016 (punto 22 della Tabella A - Sezione II del Dlgs 222/2016), gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che comportino la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio richiedono invece la CILA.

Sebbene poi quasi tutti gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche che rientrano nell’edilizia libera sono esenti da autorizzazione paesaggistica, il discorso relativo all'installazione di rampe risulta molto più complesso. Il DPR 31/2017, infatti, sottolinea che è esente da autorizzazione paesaggistica la realizzazione di rampe esterne per il superamento di dislivelli non superiori a 60 cm; mentre quando la realizzazione di rampe comporta il superamento di dislivelli superiori a 60 cm è necessaria l’autorizzazione paesaggistica semplificata.

Allo stesso modo, per gli ascensori esterni non è richiesta alcuna autorizzazione paesaggistica per la loro realizzazione in spazi pertinenziali interni non visibili dallo spazio pubblico. Diventa invece necessaria l’autorizzazione paesaggistica semplificata in caso contrario.


Edilizia libera e opere temporanee - Il Glossario unico ha specificato che l’installazione, la manutenzione e la rimozione di manufatti leggeri in strutture ricettive all'aperto rientra nelle attività di edilizia libera, sempre che l’attività ricettiva sia stata già autorizzata sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore.

Tra i manufatti leggeri elencati nella tabella ci sono: roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni e assimilati. E’ importante precisare però che questa tipologia di installazioni ricade nell’edilizia libera solo se si tratta di attività turistiche: nel caso in cui le case mobili (o camper ecc) dovessero essere utilizzate per esigenze abitative o permanenti sarà necessario richiedere il permesso di costruire.

L'elenco definisce anche in manera puntuale le opere contingenti temporanee, ossia quelle "dirette a soddisfare esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni". Tra queste opere rientrano: gazebo, stand fieristici, servizi igienici mobili, tensostrutture, pressostrutture e assimilabili, elementi espositivi, aree di parcheggio provvisorio, nel rispetto dell’orografia dei luoghi e della vegetazione ivi presente.

Attenzione però perchè se è vero che gli interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di tali opere rientrano nell’ambito dell’edilizia libera, l'installazione, pur essendo classificata dal Glossario come edilizia libera, richiede una Comunicazione Avvio Lavori.

 

Scarica il Glossario: http://www.italiasemplice.gov.it/media/2528/glossario-edilizia-libera.pdf

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