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Conti correnti esteri nel quadro RW

E' tenuto alla compilazione del quadro chi nel corso dell'anno ha detenuto investimenti o attività finanziarie che possono produrre redditi imponibili in Italia

esterosito

Caso della settimana che ha tenuto banco in Studio è stato il possesso di conti correnti all'estero e la compilazione del quadro RW.

Sono tenuti alla compilazione del quadro RW le persone fisiche, gli Enti non commerciali e le società, gli enti di previdenza obbligatoria costituiti sotto forma di associazioni o fondazioni, residenti in Italia, che nel corso dell’anno hanno detenuto investimenti esteri e/o attività di natura finanziaria di fonte estera che producono o che possono produrre redditi imponibili in Italia, anche se nel corso dell’anno vi è stato il totale disinvestimento degli stessi.

L'obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 15.000 Euro; vanno in sostanza considerati, a tal fine, tutti i conti (anche posseduti presso intermediari finanziari differenti), sommando i relativi importi: se anche in un solo giorno l’ammontare massimo nel corso del periodo di imposta ha superato i 15.000 Euro, viene meno la clausola di esonero, motivo per il quale spesso, soprattutto in presenza di più conti si è soliti compilare comunque l’RW.

Resta fermo l’obbligo di compilazione del quadro laddove si debba pagare l’IVAFE, la relativa imposta scaturente dal quadro RW, nella misura fissa di 34 euro per ciascun conto, la quale non è dovuta solo qualora la giacenza media annua di tutti i conti e libretti detenuti presso il medesimo intermediario non superino la giacenza media annua, non il saldo del conto al 31.12.2016, di Euro 5.000.

Devono monitorare i conti esteri, oltre che gli intestatari degli stessi, anche i delegati al prelievo che ne hanno la possibilità di movimentazione; in tali casi, però, ciascuno dei soggetti interessati deve indicare l’intero importo del conto, ai fini del monitoraggio, mentre l’IVAFE è dovuta solo dagli intestatari del conto.
Non devono, invece, compilare l’RW coloro i quali hanno una mera delega ad operare sul conto in nome e per conto altrui, come ad esempio gli amministratori di società che hanno delega ad operare su conti esteri, sempre che i relativi fondi siano regolarmente contabilizzati. Sono esclusi, altresì, dal monitoraggio fiscale i frontalieri e i diplomatici, con l’avvertenza che per i frontalieri l’esonero è limitato ai conti (e agli altri asset) posseduti nello Stato in cui è svolta l’attività lavorativa.

Per l'anno di imposta 2016 l’adempimento del monitoraggio fiscale per i conti correnti è ancora più delicato, in particolare per i conti detenuti nei 54 Paesi (fra cui anche Stati come Isole Cayman, Jersey e Bermuda solo per fare alcuni esempi) con cui opera lo scambio di informazioni automatico con l’Italia sui dati 2016 che saranno scambiati nel corso del 2017 sulla base dei c.d. “Common Reporting Standard” (CRS): gli intermediari finanziari ubicati nei Paesi aderenti ai CRS, infatti, sono tenuti a comunicare alla rispettiva Amministrazione finanziaria di appartenenza i conti (e il relativo saldo finale, nonché eventuali interessi) intestati a soggetti residenti in Italia che verranno poi comunicati telematicamente all’Agenzia delle Entrate, la quale sarà nelle condizioni di incrociare, in modo molto agevole, i dati pervenuti dalle Amministrazioni finanziarie estere con quanto (non) indicato in RW dai soggetti tenuti agli obblighi di monitoraggio (in particolare le persone fisiche).

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A cura del Dott. Commercialista STEFANO CANNONI

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